Storia del borgo di Castelponzone

La storia

Il nome del borgo deriva dall’antico “Castelletto dei Ponzoni”, famiglia che lo resse in feudo fin dal 1416. Pare che le origini della stirpe risalgano addirittura al 964, quando durante il regno di Ottone I i suoi capitani si stanziarono nelle storia campagne cremonesi costruendo delle fortezze, tra cui la rocca di Castelponzone. Da questi soldati derivò anche la famiglia Ponzone, come tante altre famiglie nobili cremonesi.

E qui i Ponzone, protetti dal Ducato Visconti-Sforza di Milano, stabilirono la loro dimora in una posizione davvero strategica, posizionata in modo da poter controllare le vie di transito tra Cremona e Mantova.

E’ nel 1416, con diploma datato 8 ottobre, che Castelletto dei Ponzoni diviene a tutti gli effetti feudo, con il nobile Giovan Galeazzo Ponzone. Del feudo fanno parte Scandolara Ravara, San Martino del Lago, San Lorenzo Aroldo, Cà  de’ Soresini, San Faustino, Caruberto, Villa Talamazzi. Negli anni successivi i nobili ottengono diversi “privilegi” tra i quali quello di avere il prestino, con la possibilità  quindi di panificare, quello di riscuotere dazi e quello di amministrare la giustizia civile e penale. Nel 1456 si concede anche di tenere un mercato settimanale nel giorno di giovedì e la terza domenica di ottobre, per la fiera di San Luca. Di norma durante il mercato il paese veniva suddiviso in due zone: la compravendita delle merci veniva effettuata lungo la via porticata e lungo le strade del paese, il bestiame veniva venduto nella zona intorno alla rocca ed il pollame nelle vie presso la porta sud.

Storia - PrivilegioIl mercato, ricco di prodotti artigianali, alimentari e bestiame, divenne un momento di vero e proprio scambio sociale, poichè ad esso confluivano tutti i paesi limitrofi, non solo quelli facenti parte del feudo, arrivando ad essere uno dei più importanti mercati del casalasco.

E’ a Castelponzone che ci sono le botteghe artigianali, la macelleria, le osterie, la farmacia, che fanno del paese un vero e proprio polo commerciale della zona. Qui si commercia veramente di tutto: dal legno lavorato alle selle di cavallo, dal pellame ai tessuti ricamati, dai formaggi ai cereali. Vi sono attività  di ogni genere: tintori, cartolai, librai, orologiai, sarti, fruttivendoli, zoccolai, venditori di cappelli, di liquori, di tessuti, di salumi.

Nel 1455 Francesco Sforza, con diploma apposito, estende il feudo non solo a Giovan Galeazzo, ma anche ai figli ed agli eredi maschi, dando stabilità  nel possesso del feudo stesso. E’ nel 1482 che il duca di Milano non solo riconferma tutti i privilegi dati, ma investe Nicolò Ponzone del titolo di conte.

Il 15 gennaio 1516 Francesco I re di Francia e duca di Milano conferma ulteriormente il feudo a Pietro Martire Ponzone e il titolo di conte a tutta la dinastia. E’ da questo momento che la famiglia entra a far parte a tutti gli effetti della nobiltà  blasonata cremonese.

Nel 1648 Castelponzone subisce la prima distruzione della rocca, durante la guerra dei Trent’anni. I francesi l’assalgono e la incendiano per debellare la guarnigione di soldati spagnoli che la difendeva. La rocca viene poi ricostruita a partire dal 1659 per opera del conte Nicolò Ponzone.

Intorno alla fine del Seicento il casato dei Ponzone rischia dFeudo-da-venderei estinguersi con la morte dell’ultimo erede maschio della famiglia, Pietro Martire Ponzone (1696). Dopo la sua morte infatti il feudo diviene proprietà  della Regia Camera e viene messo in vendita. Fortunatamente viene riacquisito dalla nipote di Pietro Martire, la contessa Beatrice, che presta a tale scopo  giuramento di fedeltà  a re Carlo II, ottenendo in cambio, oltre al feudo, altri privilegi, tra i quali quello di riscuotere le tasse durante la fiera di San Luca, nella terza domenica di ottobre. Il 19 gennaio 1697 la contessa diventa legittima proprietaria del feudo.

Dopo aver recuperato il possesso del feudo, Beatrice, per rispettare le volontà  del defunto zio, si unisce in matrimonio con il marchese Giovan Francesco Ala di Cremona, fondando la dinastia Ala Ponzone che reggerà  le sorti del borgo fino alla morte, nel 1842, di Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone, ultimo del casato e sicuramente uno dei più illustri personaggi, dopo Beatrice, della famiglia. Egli dedicò la sua vita agli studi e fu cultore di ogni forma d’arte, al punto da ordinare che, alla sua morte, le collezioni di proprietà  della famiglia fossero rese pubbliche e donate alla città  di Cremona. Suo volere fu anche quello che fosse costituita una scuola d’arte a beneficio della città  stessa (l’Istituto Ala Ponzone, tuttora esistente).

Con la morte di Giuseppe Sigismondo si estingue quindi la linea maschile del casato. La sua seconda sorella, sposata con il marchese Carcano di Milano, entra in possesso della rocca ed il figlio, in quanto unico erede legittimo, nel 1854 decide di venderla perchè troppo dispendiosa da mantenere. La rocca sarà  successivamente demolita e verranno venduti i materiali da costruzione recuperati. I fossati che circondavano la rocca ed il paese vengono definitivamente interrati nel 1866.

stemma ala ponzone

Per chi vuole approfondire l’argomento può scaricare il capitolo

La famiglia Ponzone

o alcune delle “gustose” lettere che il fattore inviava al nobile signore Ponzone in cui troviamo l’autentico spaccato dell’epoca

Lettere al Feudatario

tratte del libro della prof.ssa Giuseppina Barosi: SCANDOLARA RAVARA E IL BORGO DI CASTELLETTO DE’ PONZONI (due passi nella storia dell’ex feudo Ponzone)

E’ anche disponibile un estratto della tesi di Amedea Sozzi su storia, economia e società  di Castelponzone

Notizie geografiche, storiche e socio-economiche su Castelponzone – prima parte

Notizie geografiche, storiche e socio-economiche su Castelponzone – seconda parte